Il degrado d’uso è la quota del costo a nuovo che il bene aveva già consumato prima del sinistro. Con il metodo lineare vale età ÷ vita utile: un manto di copertura di 15 anni su 30 ha un degrado del 50%. Il calcolatore qui sotto applica il coefficiente al computo e arriva all’indennizzo, con la fonte di ogni passaggio.
Questo calcolo MyPerito lo fa da solo, dentro la perizia: legge il fascicolo, applica il degrado e scrive la bozza nel tuo template. Tu controlli e firmi.
Calcola il degrado d’uso e l’indennizzo
Si accettano i decimali: 2,5 sono due anni e mezzo.
Quota del costo a nuovo che resta a fine vita utile.
Il tetto che la polizza fissa, se c’è.
Spento, il degrado colpisce solo i materiali, come vuole la prassi. Alcune polizze fabbricati lo applicano all’intera spesa di ripristino.
Avanzateresidui, IVA, art. 1907, valore a nuovo, limiti
Spento, gli importi sono al netto di IVA. Acceso, l’IVA entra nel danno.
Degrado 50%: indennizzo 33.000 €.
Degrado 50%, metodo lineare (età ÷ vita utile)
D = 15 ÷ 30 = 50%
| Voce e fonte | Importo |
|---|---|
| Danno a nuovo: materiali più manodopera e oneriComputo di ripristino | 42.000,00 € |
| Degrado 50% sui soli materialiArt. 1908 c.c.; metodo lineare (età ÷ vita utile) | −9.000,00 € |
| Danno allo stato d’usoArt. 1908 c.c. | 33.000,00 € |
| IndennizzoArt. 1905 c.c. | 33.000,00 € |
Con il degrado anche sulla manodopera l’indennizzo scende a 21.000 € (−12.000 €).
- Lineare50%
- UEEC32,14%
- Ross37,5%
MyPerito fa questo calcolo da solo nella perizia, dai documenti del sinistro.
In breve
Formula lineare: degrado = età ÷ vita utile. Le curve UEEC e Ross danno un degrado più basso nei primi anni e più alto verso la fine. Base: nella prassi il degrado colpisce solo i materiali; alcune polizze fabbricati lo applicano all’intera spesa di ripristino. Ordine: danno a nuovo, degrado, residui, regola proporzionale, franchigia o scoperto, limiti. Esempio: su un computo di 42.000 euro con 18.000 di materiali e degrado del 50% l’indennizzo è 33.000 euro; con il degrado su tutto scende a 21.000.
Come si calcola il degrado d’uso?
Il degrado d’uso converte il costo di rimpiazzo a nuovo nel valore che il bene aveva al momento del sinistro. È il passaggio che rende operativo l’art. 1908 del Codice Civile: nell’accertare il danno non si può attribuire alle cose perite o danneggiate un valore superiore a quello che avevano al tempo del sinistro1.
La formula più diffusa sottrae dal costo a nuovo la quota di utilità consumata:
Con un valore residuo trascurabile la formula si riduce al rapporto Età ÷ Vita utile applicato al costo a nuovo.
Il valore residuo è ciò che il bene conserva alla fine della vita utile: rottame, recupero, riutilizzo parziale. Se vale il 10% del costo a nuovo, un bene a metà vita perde il 45% e non il 50%. Nella maggior parte dei sinistri edilizi il residuo è trascurabile e resta il rapporto lineare.
L’età si documenta con fatture di acquisto, collaudi, targhe matricolari o pratiche edilizie. La vita utile è il dato più contestato: va sempre citata con la sua fonte. Un coefficiente calcolato su una vita utile non motivata è un numero vuoto, che il liquidatore o il perito di parte riaprono al primo contraddittorio.
Il degrado non è un giudizio di equità. Somma tre componenti che la stima deve tenere distinte: il degrado fisico (usura, corrosione, invecchiamento dei materiali), l’obsolescenza funzionale (un impianto superato da nuovi standard) e l’obsolescenza economica (cause esterne al bene, come la scomparsa dei ricambi). Sommarle senza controllo significa contare due volte lo stesso fattore.
Quale metodo usare: lineare, UEEC, Ross o scala di polizza?
Il metodo lineare suppone che il bene perda valore in modo costante. Per i fabbricati l’estimo usa spesso curve che penalizzano poco i primi anni e molto gli ultimi.
La formula UEEC calcola il deterioramento fisico come D = (A + 20)² ÷ 140 − 2,86, dove A è l’età in percentuale della vita utile2. A un quinto della vita utile il degrado è dell’8,57%, a metà del 32,14%, ai tre quarti del 61,60%. L’Agenzia delle Entrate la applica per componente: nel suo esempio strutture di 20 anni su 100, finiture di 15 su 30 e impianti di 15 su 20, pesati per incidenza sul costo, danno un deterioramento fisico complessivo del 27,83%2.
La formula di Ross è un’altra curva: D = ½ × (a + a²), con a uguale a età ÷ vita utile3. A metà vita dà il 37,5%. Alcune pagine italiane chiamano «Ross» la formula UEEC: sono due curve diverse e danno numeri diversi. In perizia va scritto il nome giusto con la formula per esteso.
Le scale di polizza tolgono il metodo dalle mani del perito. La polizza GeneraEnergia di Generali, per le tendostrutture dei biodigestori, fissa il degrado nel 15% del costo di rimpiazzo a nuovo per ogni anno, fino a un massimo del 50%4. AXA Protezione Auto, per la perdita totale di un veicolo acquistato nuovo, applica al valore assicurato lo 0% fino al dodicesimo mese, il 20% dal 13° al 24°, il 35% fino al 36°, il 45% fino al 48° e il 55% fino al 72° mese5. Quando la polizza detta la scala, quella scala prevale sul giudizio del perito: il lavoro diventa accertare l’età e leggere bene come la clausola conta gli anni, interi o «anno o frazione di anno».
Per i veicoli il degrado dei ricambi si ricava spesso dal rapporto fra valore commerciale e prezzo a nuovo: degrado = (valore a nuovo − valore commerciale) ÷ valore a nuovo6. Si applica alle parti nuove montate in riparazione.
Quando si applica il degrado d’uso?
Il degrado si applica ogni volta che la polizza indennizza il valore allo stato d’uso. L’art. 1905 obbliga l’assicuratore a risarcire il danno sofferto «nei modi e nei limiti stabiliti dal contratto»7, e l’art. 1908 lega quel danno al valore della cosa al tempo del sinistro1.
Lo stesso valore regola la sottoassicurazione. Se la somma assicurata copre solo una parte del valore che la cosa aveva al tempo del sinistro, l’assicuratore risponde in proporzione, salvo patto contrario8. Per questo la regola proporzionale si calcola sul valore allo stato d’uso della partita, non sul valore a nuovo, a meno che la polizza non sia stipulata a valore a nuovo. La sequenza completa è spiegata nella guida su sottoassicurazione e regola proporzionale.
Il valore reale di un bene usato non è il costo di un bene nuovo equivalente: è il costo di rimpiazzo depurato della quota di utilità già consumata dall’assicurato.
Le condizioni di polizza escludono di regola gli oneri fiscali detraibili dal valore dei beni9. Se l’assicurato non può detrarre l’IVA, questa entra nel danno insieme alla voce a cui si riferisce.
Su cosa si applica il degrado e su cosa no?
Nella prassi di mercato il coefficiente colpisce solo i materiali e lascia intere le prestazioni che si consumano nella riparazione:
- manodopera, posa in opera e smontaggio;
- ponteggi, trasporti, oneri di cantiere e sicurezza;
- smaltimento dei rifiuti e bonifiche;
- progettazione, direzione lavori e pratiche autorizzative.
La ragione è logica: queste prestazioni non erano nel patrimonio dell’assicurato prima del sinistro e non invecchiano.
Il testo della polizza può però dire altro. Alcune condizioni per i fabbricati determinano il danno «applicando il deprezzamento [...] alla spesa necessaria per costruire a nuovo le parti distrutte e per riparare quelle soltanto danneggiate»10. Il deprezzamento colpisce allora l’intera spesa di ripristino, manodopera compresa. In quel caso il perito applica la clausola, e la differenza va spiegata all’assicurato prima che la scopra nell’atto di liquidazione. Nel calcolatore l’interruttore «Degrado anche sulla manodopera» mostra le due letture.
Esempio: incendio sulla copertura di un capannone
Un incendio danneggia il manto di copertura di un capannone costruito quindici anni prima. Il computo di ripristino vale 42.000 euro: 18.000 di materiali (guaina, isolante, lattoneria) e 24.000 tra manodopera, ponteggi, smaltimento e oneri della sicurezza. La polizza indennizza il valore allo stato d’uso e il perito adotta per la copertura una vita utile di trent’anni.
- Isola la quota soggetta a degrado: i materiali, 18.000 euro.
- Calcola il coefficiente: 15 anni su 30, residuo trascurabile, 50%.
- Applica il degrado ai materiali: 18.000 × 50% = 9.000 euro.
L’indennizzo allo stato d’uso è 42.000 − 9.000 = 33.000 euro, prima di regola proporzionale, franchigie e scoperti8.
- Materiali
- 18.000 €
- Manodopera e oneri
- 24.000 €
- Deprezzamento
- 50%
Con il degrado sull’intero computo l’indennizzo scende a 21.000 euro. I 12.000 euro di differenza sono il peso della base di calcolo: con una polizza che parla di «spesa necessaria» quel risultato è contrattuale, con una che tace sulla manodopera è un errore a danno dell’assicurato.
In che ordine si arriva all’indennizzo?
L’ordine dei passaggi cambia il risultato, perché ogni detrazione percentuale si applica a quanto resta dopo la precedente. Il calcolatore segue questa sequenza; se la polizza ne prevede un’altra, prevale il testo:
- danno a nuovo, IVA compresa se non detraibile;
- degrado d’uso sulla base prevista dalla polizza;
- valore dei residui;
- regola proporzionale dell’art. 1907 sul valore allo stato d’uso;
- franchigia, oppure scoperto con il suo minimo;
- limiti di indennizzo e massimali.
Riprendendo l’esempio, con una somma assicurata di 150.000 euro su una partita che vale 400.000 euro a nuovo e 200.000 allo stato d’uso, la regola proporzionale riduce i 33.000 euro al 75%: 24.750 euro. Uno scoperto del 10% con il minimo di 1.000 euro toglie poi 2.475 euro. Come leggere le due clausole è spiegato nella guida su franchigia e scoperto.
Come funziona il supplemento valore a nuovo?
La clausola valore a nuovo è un patto contrattuale, non una regola di legge. La forma più comune paga prima l’indennizzo allo stato d’uso, calcolato come se la clausola non esistesse, poi un supplemento pari alla differenza fino al valore a nuovo. Agli effetti dell’assicurazione parziale il supplemento si confronta con la somma assicurata11:
- se la somma assicurata è almeno pari al valore a nuovo, il supplemento si paga per intero;
- se sta fra il valore allo stato d’uso e il valore a nuovo, si riduce nel rapporto fra (somma assicurata − valore allo stato d’uso) e (valore a nuovo − valore allo stato d’uso);
- se non supera il valore allo stato d’uso, il supplemento non si paga.
Molte clausole mettono un tetto per ogni cosa. Reale Mutua, nella polizza CasaMia, stima il contenuto a valore a nuovo «con il massimo del doppio del valore allo stato d’uso»9; nel testo formativo di Helvetia nessuna cosa può essere indennizzata oltre il triplo del valore così determinato11. Non esiste invece una soglia di vetustà standard oltre la quale la clausola smette di operare: se la polizza ne prevede una, va letta nel testo. Approfondimenti nella guida sulla clausola valore a nuovo.
Attenzione
Il supplemento si paga solo dopo la ricostruzione o il rimpiazzo, entro il termine della polizza: in CasaMia di Reale Mutua 12 mesi dall’atto di liquidazione9. Se l’assicurato non ricostruisce, l’indennizzo resta quello allo stato d’uso: in perizia gli importi vanno tenuti separati.
Esempio sui veicoli: valore commerciale e prezzo a nuovo
Un’auto pagata 30.000 euro vale 12.000 euro al momento dell’urto. Il rapporto dà un degrado del 60%: (30.000 − 12.000) ÷ 30.0006. La riparazione richiede 2.000 euro di ricambi nuovi e 800 euro di manodopera. Il degrado colpisce i ricambi, 1.200 euro, e l’indennizzo è 2.000 − 1.200 + 800 = 1.600 euro, prima di franchigie e scoperti.
Le polizze auto possono derogare. AXA, per le riparazioni in rete entro il sesto anno dall’immatricolazione, valuta carrozzeria, selleria e cristalli senza deprezzamento delle parti sostituite5. Prima del rapporto fra valori conviene quindi leggere la clausola sul danno parziale.
Esiste una tabella del degrado d’uso?
Non esiste una tabella di legge. Esistono le tabelle delle polizze, come quelle citate sopra, e i riferimenti che il perito sceglie e dichiara.
I coefficienti del D.M. 31 dicembre 1988 sono spesso usati per ricavare una vita utile: 12% annuo per mobili e macchine ordinarie d’ufficio (circa 8 anni), 20% per macchine d’ufficio elettroniche e computer (5 anni), 25% per autovetture (4 anni), 10% per costruzioni leggere, 3% per fabbricati industriali12.
Nota
Sono coefficienti fiscali di ammortamento, non misure tecniche dell’usura. In perizia possono servire come riferimento dichiarato, accanto a una vita utile tecnica tratta da documentazione del costruttore o da manuali di estimo.
Alcune polizze usano l’età in modo diverso. Per le apparecchiature elettroniche danneggiate da fenomeno elettrico, Reale Mutua non applica un degrado ma uno scoperto che cresce con l’età: la sola franchigia fino a 2 anni dall’acquisto, poi il 40%, il 60%, il 70% e oltre i 5 anni l’80%, con il minimo indicato in polizza9. Nel calcolatore va inserito come scoperto, non come degrado.
Errori da evitare
I disallineamenti più frequenti in liquidazione nascono da quattro prassi:
- Degrado sull’intero computo quando la polizza non lo prevede: l’indennizzo scende senza base contrattuale.
- Vita utile non dichiarata o tratta da fonti non verificabili: apre il contraddittorio tecnico.
- Formula con il nome sbagliato, come la UEEC chiamata Ross: il numero riportato non torna a chi lo rifà.
- Degrado fisico e obsolescenza sommati senza controllo: riduzioni doppie che non trovano fondamento nel valore reale del bene al tempo del sinistro1.
Un degrado motivato si oppone a un ribasso richiesto; un degrado asserito cede al primo contraddittorio.
Alla prossima pratica, prima di chiudere la quantificazione, la relazione deve riportare l’età documentata, la vita utile con la fonte, il metodo con la formula, la base a cui si applica il coefficiente, la clausola di polizza e la sequenza che porta dal costo a nuovo all’indennizzo. Se manca uno di questi elementi, il degrado non è stato calcolato: è stato stimato.
Fonti normative
Ogni rimando nel testo porta qui, al testo ufficiale.
Fonti
-
Art. 1908 Codice Civile — Valore della cosa assicurata al tempo del sinistro. ↩ ↩2 ↩3
-
Agenzia delle Entrate, «Stime – Metodo del costo» — Punto 7, deterioramento fisico ΔDF = Σ {[(Ai + 20)² ÷ 140] − 2,86} × γi × VNC, con l’esempio per strutture, finiture e impianti. ↩ ↩2
-
Alterswertminderung — Formule del deprezzamento per età: lineare, di Ross e parabolica. ↩
-
Generali, GeneraEnergia, Mod. GE09/02, ed. 21/07/2018 — Sezione Incendio: tendostrutture, degrado del 15% del costo di rimpiazzo a nuovo per ogni anno, fino a un massimo del 50%; estensione valida per vetustà superiore a un anno dal collaudo. ↩
-
AXA, Protezione Auto, ed. 07/2026 — Deprezzamento sul valore assicurato per i veicoli acquistati nuovi (art. 4) e riparazioni in rete senza deprezzamento entro il sesto anno (art. 4.2). ↩ ↩2
-
Generali, Glossario: degrado — Degrado = (valore a nuovo − valore commerciale) ÷ valore a nuovo × 100. ↩ ↩2
-
Art. 1905 Codice Civile — Limiti del risarcimento: il danno sofferto in conseguenza del sinistro, nei modi e nei limiti stabiliti dal contratto. ↩
-
Art. 1907 Codice Civile — Assicurazione parziale: risposta in proporzione alla parte del valore coperta al tempo del sinistro, salvo patto contrario. ↩ ↩2
-
Reale Mutua, CasaMia, Mod. 5440 INC, ed. 07/2020 — Valore a nuovo del contenuto con il massimo del doppio del valore allo stato d’uso; oneri fiscali esclusi se detraibili; pagamento della differenza a ricostruzione entro 12 mesi; scoperto per età delle apparecchiature elettroniche. ↩ ↩2 ↩3 ↩4
-
Università di Genova, polizza incendio, art. 8 — Per i fabbricati il deprezzamento si applica alla spesa necessaria per costruire a nuovo le parti distrutte e per riparare quelle soltanto danneggiate. ↩
-
Helvetia, clausola valore a nuovo — Supplemento di indennità: pagato per intero, ridotto in proporzione o non riconosciuto secondo la somma assicurata; limite del triplo per ciascuna cosa; rimpiazzo entro 12 mesi. ↩ ↩2
-
D.M. 31 dicembre 1988 — Tabella dei coefficienti di ammortamento del costo dei beni materiali, a fini fiscali. ↩