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Definizioni10 min di lettura

Polizza Merci: All Risks vs Franco Avaria Particolare (FAP)

Differenze tra clausole All Risks, FAP e FAP Assoluto nelle polizze merci trasporti: guida operativa per il perito su coperture, esclusioni e rivalsa.

Indice · 11 sezioni

La polizza merci per conto di chi spetta (spesso denominata cargo policy nella pratica anglosassone) è lo strumento che traduce un interesse economico sul carico in un diritto all'indennizzo in caso di sinistro durante il trasporto. A differenza della Responsabilità Civile Vettoriale, che opera nei limiti tariffari di legge o convenzionali, la copertura merci agisce direttamente sul valore dichiarato del bene viaggiante e sposta il centro dell'accertamento dalla colpa del vettore alla qualificazione dell'evento dannoso. Il perito incaricato non può limitarsi a liquidare il danno materiale: deve qualificarlo rispetto alla griglia contrattuale attivata dal contraente, perché è quella griglia a decidere se l'avaria particolare rientri o meno nella garanzia.

Le condizioni operative si articolano su tre grandi famiglie: All Risks, Franco Avaria Particolare (FAP) e FAP Assoluto. Sono le stesse che, sul mercato internazionale, ricalcano la tripartizione delle Institute Cargo Clauses in versione (A), (B) e (C), adottata come standard dal London market dal 1982 e aggiornata al 1° gennaio 2009. Conoscere l'estensione e, soprattutto, il perimetro negativo di ciascuna è parte integrante del lavoro peritale: un accertamento fotograficamente impeccabile ma orfano di inquadramento clausolare produce una relazione liquidativa indifendibile.

Il quadro civilistico di riferimento

La ragione per cui queste clausole assumono peso decisivo risiede nella struttura stessa del contratto assicurativo. Secondo la definizione codicistica, l'assicuratore si obbliga, dietro pagamento di un premio, a rivalere l'assicurato del danno a lui prodotto da un sinistro1. Il rischio oggetto della copertura è però delimitato dalle parti: l'assicuratore risponde dei soli rischi convenuti e non di quelli che il contratto ha espressamente escluso2. L'architettura All Risks/FAP non è dunque un vezzo linguistico, ma la tecnica con cui il mercato perimetra ex ante l'area del rischio assunto.

A questo quadro si aggiunge il principio indennitario in senso stretto: l'indennità non può superare il valore che la cosa aveva al tempo del sinistro3. Il perito deve pertanto incrociare due livelli di accertamento — la riconducibilità dell'evento alla clausola attivata e la quantificazione del danno al valore reale — senza sovrapporli. Una copertura All Risks non implica un risarcimento illimitato: implica solo che la soglia di ammissibilità del rischio si sposta molto avanti rispetto alla FAP.

La clausola non modifica il principio indennitario: delimita il perimetro del rischio assicurato, non l'entità del risarcimento.

All Risks: cosa copre davvero

Nonostante l'etichetta suggerisca l'idea di una garanzia totale, la clausola All Risks copre tutti i danni materiali fortuiti e accidentali subiti dalla merce durante il viaggio, salvo le esclusioni tassativamente elencate. Sul mercato internazionale il corrispondente è rappresentato dalle Institute Cargo Clauses (A), il livello massimo di copertura offerto dal London market4. L'evento non deve essere previsto né prevedibile dall'assicurato; deve invece essere riconducibile a una causa esterna al bene.

Eventi tipicamente ricompresi

  • Bagnamento da cause esterne (pioggia entrata in stiva, infiltrazioni dal telone del rimorchio, acqua di spegnimento incendi).
  • Urto o caduta dei colli durante le manovre di carico/scarico non riconducibili a negligenza del vettore professionale.
  • Furto con scasso o rapina, con effrazione documentabile del mezzo o del container.
  • Danni da sbalzo termico in trasporti a temperatura controllata, quando la rottura del ciclo freddo è documentata dal datalogger e non imputabile al caricatore.
  • Rottura accidentale del carico a seguito di sinistro del mezzo.

Esclusioni ricorrenti

Anche nella forma più ampia, la clausola All Risks esclude sempre il vizio proprio della merce, il calo naturale di peso o volume, l'insufficienza o inidoneità dell'imballaggio, il ritardo commerciale e i danni dolosi dell'assicurato o dei suoi preposti. A queste si aggiungono, salvo estensioni specifiche, i rischi di guerra, sciopero, terrorismo e confisca da parte di autorità, che richiedono la sottoscrizione delle Institute War Clauses e Institute Strikes Clauses come appendici separate. Il perito che riceve un incarico su merce danneggiata da disordini civili o blocco portuale deve accertare preliminarmente l'esistenza di tali estensioni, prima di qualunque valutazione quantum.

Un'ulteriore cautela riguarda le riserve al momento della consegna. L'art. 1914 C.C. impone all'assicurato l'obbligo di salvataggio, ossia di adottare le misure ragionevoli per evitare o diminuire il danno5. L'omessa apposizione di riserve chiare e circostanziate sulla lettera di vettura o sulla polizza di carico, quando il danno era visibile, è frequentemente invocata dall'assicuratore per contestare l'operatività della garanzia o ridurre l'indennizzo.

Franco Avaria Particolare (FAP)

La clausola FAP inverte la logica: non copre tutto ciò che non sia escluso, ma solo gli eventi tassativamente elencati in polizza. È la versione italiana del mid-tier internazionale delle Institute Cargo Clauses (B)6 e del livello ridotto rappresentato dalle (C)7. L'avaria particolare — cioè il danno parziale al singolo collo o alla singola partita, distinta dall'avaria generale marittima — risponde soltanto se originata da uno dei "perils" nominati.

Eventi tipici elencati in una FAP terrestre

  • Incendio, esplosione o fulmine che colpiscano il mezzo o il carico.
  • Deragliamento, caduta o ribaltamento del veicolo stradale o ferroviario.
  • Urto o collisione del mezzo con corpi esterni, inclusi altri veicoli.
  • Rottura di ponti, viadotti o strade percorse.
  • Caduta di aeromobili o di parti di essi.
  • Naufragio, incaglio, collisione o investimento della nave nelle tratte marittime.

La conseguenza operativa è precisa: se un pallet si sfascia dentro al rimorchio per una curva affrontata troppo stretta, senza che il mezzo subisca sinistro, la FAP non risponde. Il danno potrà trovare copertura solo sulla RC Vettoriale del trasportatore, con i limiti tariffari di 1 € per kg lordo sulla tratta nazionale o di 8,33 DSP/kg su quella internazionale ai sensi della Convenzione CMR8. È la ragione per cui un sinistro materialmente identico può essere liquidato a valori radicalmente diversi a seconda della clausola attivata.

FAP con franchigia percentuale

Molte polizze sovrappongono alla FAP nominata una franchigia percentuale (tipicamente il 3% del valore della partita, con minimo assoluto in euro). La franchigia agisce per ciascun mezzo di trasporto o per spedizione: il perito deve sempre verificare se la base di calcolo sia il valore dichiarato dell'intera partita o quello dei soli colli danneggiati, perché l'effetto sull'indennizzo finale cambia significativamente.

FAP Assoluto

Il FAP Assoluto — in inglese Free of Particular Average Absolutely — è la forma più restrittiva. La garanzia scatta esclusivamente per perdita totale della partita o dell'intero mezzo e per la partecipazione dell'assicurato all'Avaria Generale marittima liquidata secondo le York-Antwerp Rules. Nessun danno parziale, per quanto ingente, viene mai risarcito.

Sul mercato italiano questa clausola sopravvive soprattutto sui trasporti alla rinfusa a basso valore unitario (commodities, materiali da costruzione, rottame) dove il premio minimo di una copertura più estesa supererebbe l'utilità economica per il caricatore. Per il perito, la conseguenza pratica è che l'accertamento si concentra su due sole domande: la partita è integralmente perduta (o così gravemente danneggiata da essere commercialmente irrecuperabile)? È stato dichiarato un atto di Avaria Generale dal comandante della nave?

La responsabilità del vettore non è la copertura merci

Un fraintendimento ricorrente riguarda il rapporto tra polizza merci e responsabilità vettoriale. La Convenzione CMR, applicabile al trasporto stradale internazionale, pone sul vettore una responsabilità oggettiva per perdita totale o parziale e per avaria subite tra la presa in carico e la consegna, salvo cause di esonero tassative9. Questa responsabilità non sostituisce la copertura merci: coesiste con essa e opera su logiche differenti. L'assicuratore merci, una volta pagato l'indennizzo, si surroga nei diritti dell'assicurato verso il vettore entro i limiti della CMR. L'assicurato non può cumulare le due indennità.

Il perito che redige la relazione deve quindi mantenere distinti due piani: la qualificazione del sinistro sulla polizza merci (che decide se e quanto si paga al contraente) e la ricostruzione della responsabilità del vettore (che decide l'ampiezza della rivalsa). I due piani convergono nella stessa dinamica di fatto ma rispondono a regole diverse.

Cosa deve documentare il perito

L'accertamento su una polizza merci richiede un corredo probatorio che va oltre la semplice fotografia del danno. Le aree critiche sono tre.

La causa dell'evento. Occorre ricostruire la sequenza dinamica — fotografie del mezzo, del punto di carico, delle condizioni meteo, della documentazione di viaggio — per verificare se il fatto rientri nei perils nominati (FAP) o nella causa fortuita esterna (All Risks). Una ricostruzione che si fermi al danno visibile, senza risalire all'evento generatore, lascia all'assicuratore ampi margini di contestazione.

L'imballaggio e lo stivaggio. L'inidoneità originaria dell'imballo è causa di esclusione sia nelle All Risks sia nelle FAP. Il perito deve fotografare reggiatura, dunnage bag, pellicolatura, fissaggi e distribuzione del carico prima di qualunque movimentazione, perché la documentazione dello stato iniziale è irripetibile una volta aperto il mezzo. La scelta tra "evento fortuito esterno" e "stivaggio insufficiente" si gioca spesso su dettagli millimetrici.

Il valore assicurato e il valore reale. La polizza può essere stipulata a valore dichiarato, a valore stimato o a valore d'inventario: il perito deve confrontare quanto assicurato con il valore effettivo al momento del sinistro per verificare assenza di sopra- o sottoassicurazione. La prima attiva il principio indennitario nel suo senso più stretto, la seconda apre alla regola proporzionale.

Implicazioni operative per la relazione peritale

Una relazione peritale su polizza merci che non distingua chiaramente l'inquadramento clausolare produce liquidazioni contestabili. La prassi del mercato italiano prevede una sezione dedicata all'operatività della garanzia, in cui il perito: individua la versione di clausola applicata (All Risks, FAP con elenco dei perils, FAP Assoluto), verifica l'esistenza di estensioni facoltative (guerra, sciopero, temperatura), accerta il rispetto degli oneri di salvataggio e dichiarazione del sinistro, e conclude sulla riconducibilità dell'evento alla garanzia.

La quantificazione viene solo dopo. Un danno di 50.000 € qualificato come "avaria particolare non ricompresa nei perils FAP" si traduce in un non luogo a liquidare; lo stesso danno, su clausola All Risks, diventa un indennizzo pieno meno franchigie ed esclusioni. L'ordine logico — prima il perimetro, poi il quantum — è ciò che distingue una perizia di mercato da un verbale di danno.

La prossima volta che il fascicolo arriva con la dicitura generica "polizza merci trasporti", il primo atto non è aprire il metro sul danno: è recuperare le condizioni generali e particolari, leggere la clausola operativa, verificare l'elenco dei perils in caso di FAP e confrontare con la dinamica raccontata dal trasportatore. L'accertamento tecnico segue il perimetro contrattuale, non viceversa.

Footnotes

  1. Art. 1882 Codice Civile — Nozione dell'assicurazione e obbligo dell'assicuratore di rivalere il danno.

  2. Art. 1905 Codice Civile — Delimitazione dei rischi assicurati e criterio di rischio convenuto.

  3. Art. 1908 Codice Civile — Valore della cosa assicurata e limite all'indennità.

  4. Institute Cargo Clauses (A) 1/1/2009 — Clausola All Risks standard del London market (IUA/LMA).

  5. Art. 1914 Codice Civile — Obbligo di salvataggio a carico dell'assicurato.

  6. Institute Cargo Clauses (B) 1/1/2009 — Copertura mid-tier con elenco esteso di perils nominati.

  7. Institute Cargo Clauses (C) 1/1/2009 — Copertura ridotta, equivalente internazionale della FAP minimale.

  8. Art. 23 Convenzione CMR — Calcolo dell'indennità in 8,33 DSP per kg di peso lordo.

  9. Art. 17 Convenzione CMR — Responsabilità oggettiva del vettore stradale internazionale.

Domande Frequenti (FAQ)

Cosa copre la clausola All Risks?
Copre tutti i danni materiali accidentali e imprevisti subiti dalla merce durante il viaggio, salvo esclusioni specifiche (es. vizio proprio, calo naturale, dolo).
Cosa significa FAP (Franco Avaria Particolare)?
È una clausola ristretta che copre l'avaria particolare solo in caso di determinati eventi maggiori: incendio, esplosione, deragliamento, collisione o urto del mezzo di trasporto.
Cos'è il FAP Assoluto?
La polizza risponde solo per perdita totale o smarrimento dell'intero carico o dell'avaria generale. Nessun danno parziale viene risarcito.

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